CONVEGNO ASSINDATCOLF – FAMIGLIA, LAVORO, ABITAZIONE

Abbiamo partecipato con interesse al Convegno del 6 febbraio a Roma.
C’era praticamente tutta la politica alla quale è stata posta opportunamente la questione di come affrontano i problemi del lavoro domestico nei loro programmi.
Il punto centrale è la proposta che noi sosteniamo da quando Professione in Famiglia è nata: deduzione dal reddito di tutta la spesa per badante.
Anche senza dare risposte precise, tutte le rappresentanti della politica hanno dichiarato di prendersi a cuore i problemi proposti.
Ci è parsa singolare la seguente cosa: nessuno ha pronunciato la parola immigrati o immigrazione.
Per un settore nel quale gli immigrati sono larghissima maggioranza la cosa ci è parsa singolare. Solo Mastracola della Filcams CGIL ne ha fatto cenno in una domanda a proposito della fine che fanno i contributi versati all’Inps per immigrati che non potranno avvalersene.
Risposte generiche.
Restiamo di opinione che le giuste battaglie su questi problemi avranno scarse possibilità  di successo se non si decide di fare fronte comune tra chi condivide  proposte e obiettivi.
Michele Carpinetti, Presidente di Ebincolf, ha enfatizzato l’operato della bilateralità  ai fini della formazione che viene erogata gratuitamente alle lavoratrici.
Dal 2015 tremila persone formate con una spesa di 4 milioni.
Le unità  paganti l’ente bilaterale sono 350mila quindi in tre anni saranno pervenuti non meno di 30 milioni complessivamente.
Da altra fonte ricaviamo che nei tre anni la spesa per prestazioni sanitarie di Cassacolf sarebbe stata  meno di 5 milioni.
Possiamo trarne un’opinione: davvero risparmiosi questi amministratori bilaterali.

CONVEGNO UNIPOL – A CIASCUNO IL SUO WELFARE

CONVEGNO UNIPOL    A CIASCUNO IL SUO WELFARE
Bisogni mutevoli, scelte individuali, risposte integrate
Si è svolto a Roma il 5 dicembre l’appuntamento annuo organizzato da Unipol tramite quello che chiamano WELFARE ITALIA laboratorio per le nuove politiche sociali.
Si è svolto un ripasso abbastanza organico di tutto il men๠riguardante il welfare pubblico e privato e le sue prospettive anche con l’aggancio all’Europa.
Tra gli altri è intervenuto Tito Boeri Presidente Inps che ha sottolineato come il problema pi๠rilevante e crescente nella prospettiva è quello della non autosufficienza e che per affrontarlo è necessario un aumento delle risorse destinate alla spesa relativa passando dal 2 al 3,2% del Pil.
Occorre dare di pi๠alle persone che hanno veramente bisogno evitando gli abusi. Secondo il Presidente Inps occorre che di questo tema se ne faccia un programma di legislatura anche riformando la indennità  di accompagnamento in un impianto nel quale l’intervento pubblico deve rimanere fondamentale.

LA BABELE DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE IN ITALIA

LA BABELE DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE IN ITALIA: chi la fa, come si fa.

Convegno di ITALIA LONGEVA  al Ministero della Salute
Nei giorni 11 e 12  luglio cdon il titolo Long-Term Care TWO Gli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine si è svolto a Roma  un Convegno promosso da Italia Longeva al quale abbiamo partecipato.
L’interessante discussione si è svolta soprattutto intorno ai contenuti di un documento, frutto di una impegnativa ricerca, che definisce, appunto, lo stato dell’assistenza domiciliare in Italia una BABELE.
Il tutto consultabile su www.italialongeva.it.

16 giugno 2017 Giornata Internazionale Lavoratrici e Lavoratori Domestici

Come ogni anno da alcuni anni il 16 giugno è occasione di incontro con ricca occasione di confronto tra i soggetti protagonisti del tema. Molti gli interventi di immigrati e loro associazioni e di grande rilievo quello di Elizabeth Tang, Segretaria Generale dell’International Domestic Workers Federation (Idwf). Acli Colf ha aderito recentemente alla organizzazione sindacale internazionale della categoria.
E’ intervenuto anche il Presidente di Professione in Famiglia Aldo Amoretti. Ha denunciato come il tema non autosufficienza non sia tutt’ora all’ordine del giorno della vita sociale e politica del nostro paese e come rispetto al lavoro nero di una parte grande delle badanti prevalga un atteggiamento che lo considera non un male, ma una cosa da tollerare. Del resto non c’è nessuno che chieda a Salvini se non intenda mandare a casa anche le badanti non in regola.
Amoretti ha sottolineato come tutti o quasi gli operatori del settore e le organizzazioni rappresentative concordino con l’idea di un regime di forte beneficio fiscale alle famiglie che si avvalgono della badante in regola (per semplificare diciamo deduzione dal reddito di tutta la spesa per badante). E siamo tutti d’accordo che la spesa per lo Stato sarebbe modestissima perchà© la riduzione fiscale sarebbe ampiamente compensata dalle entrate di Irpef e contributi sociali. Per ottenere questo risultato occorre una coalizione tra i soggetti interessati analogamente a come si è fatto sul tema povertà  con la costituzione di Alleanza contro la povertà . Va dato merito ad Acli e Caritas di esserne stati promotori e di avere trascinato nella impresa molte altre organizzazioni obbligando la politica a cominciare con il mettere mano al problema. E’ una esperienza che va ripetuta a proposito di non autosufficienza e il tempo è adesso. Fra non molti mesi si andrà  comunque ad elezioni politiche. Tutti i partiti e movimenti politici elaboreranno i loro programmi; quasi tutti proclamano di voler ridurre le tasse. Diciamogli per tempo: “bene incominciate con un grosso sconto fiscale alle famiglie che utilizzano badanti per assistere non autosufficienti. Il costo sarebbe minimo rispetto a tutte le altre ipotesi e l’effetto molto pi๠benefico e rilevante.”

NON AUTOSUFFICIENZA A CONVEGNO AUSER

Il 9 febbraio Professione in Famiglia ha partecipato al Convegno AUSER svolto a Roma presso la Camera dei Deputati e dedicato a “Domiciliarità  e residenzialità  per l’invecchiamento attivo” anche alla luce di una rilevante riceca dedicata al tema condotta e illustrata da  Claudio Falasca.

Tra gli intervenuti anche il Presidente Inps. “Il modo in cui è stato affrontato il tema in Italia è basato sull’incrocio tra sostegno informale delle famiglie e la disponibilità  di lavoro a relativamente basso costo grazie all’immigrazione“.  “Questo modello – ha continuato Boeri – che grava cosଠtanto sulla famiglia non è in grado di reggere questa sfida“. E ancora: “il grande quesito che dobbiamo porci è come trovare risorse per garantire un’assistenza pubblica di qualità  alle persone non autosufficienti negli anni che ci stanno davanti“. Infine Boeri si chiede “se non valga la pena di introdurre dei contributi obbligatori destinati in modo trasparente al fondo della non autosufficienza“.

E’ bene che anche queste idee vengano fuori e che si affronti il tema per troppo tempo fuori dall’ordine del giorno della vita sociale e politica del Paese.

Anche noi abbiamo le nostre proposte a cominciare da quella di deduzione dal reddito di tutta la spesa per l’assistenza extra sanitaria alla persona. Avrebbe anche il pregio di essere a costo quasi zero per lo Stato dal momento che potrebbe portare a regolarità  350-400mila rapporti di lavoro (la metà  di quelli al nero); quindi con la spesa compensata dalle e