Nuova Procuratrice d’aiuto a Parma

Segnaliamo alle famiglie delle provincie di  Parma che è stato consegnato l’attestato di Procuratrice d’aiuto e che potrà essere contattata direttamente per fornire tutte le informazioni utili per gestire la delicata fase di assistenza alla persona.

Essa potrà esaminare con competenza professionale il fabbisogno delle famiglie attraverso un Piano di Assistenza Individuale (PAI), le migliori soluzioni sul mercato assistenziale, l’inserimento di assistenti familiari nel lavoro domestico, il supporto consulenziale permanente per gli aspetti integrativi alle funzioni assistenziali e ricevere una procura speciale in caso di ricovero in strutture residenziali per anziani.

Una consulenza utile, prima di acquistare un servizio di assistenza domiciliare o per gestire al meglio un proprio familiare.

Silvia Garulli
Può essere contattata al 342 565 8577
Opera in provincia di Parma
Gli uffici si trovano in via 22 Luglio, 5- 43121 Parma

La crisi del settore domestico

L’Inps ha reso pubblici gli ultimi dati del settore domestico in Italia.

Riportiamo le considerazioni di Professione in Famiglia e i dati relativi.

I dati che emergono dall’osservatorio Inps sul lavoro domestico confermano purtroppo la tendenza più volte da noi denunciata della crisi nel settore di ausilio familiare.

La perdita occupazionale del 2022 riporta i numeri al 2019. Ciò significa che i provvedimenti di regolarizzazione spot adottati nel 2020 per il settore hanno solo permesso l’uso strumentale della norma per regolarizzare la presenza di extracomunitari nel paese, spostandosi in seguito verso altri settori o ritornando nel lavoro nero.

Altro dato allarmante è il permanente invecchiamento della forza lavoro che, con il 62% di ultracinquantenni conferma il sostanziale blocco del turnover nel settore. Le dinamiche storiche dei flussi migratori provenienti da paesi comunitari paiono esaurite (Romania) mentre è pressoché impossibile ricevere nuova forza lavoro da paesi extra UE se non in forme irregolari.

Non tragga in inganno l’aumento delle italiane nel settore. Pensiamo si tratti prevalentemente dall’ottenimento della cittadinanza italiana a determinare questo dato.

La risposta del mercato è quindi stata la riduzione delle ore lavorate, in parte determinate dalla pandemia (smart working) ma anche dalle difficoltà economiche delle famiglie. Il calo delle badanti ne è una conferma, invertendo per la prima volta un trend di crescita permanente negli anni.

Si tratta quindi di essere realistici e ammettere che la cura della persona non può più essere attribuita a personale dequalificato e precario ma operare un salto riformatore sul modello francese.

Defiscalizzazione o voucher per la non autosufficienza da spendersi per l’acquisto di servizi di assistenza di ausilio familiare tramite imprese specializzate e accreditate. Questo permetterebbe un aiuto tangibile alle famiglie, una maggiore qualificazione dei servizi assistenziali e migliore sicurezza sociale per le lavoratrici.

Si dovrà inoltre riformare radicalmente la politica dei blocchi migratori extra UE agendo sui flussi verso le imprese del settore. Entrate programmate attraverso percorsi di formazione e per bacini territoriali debitamente monitorati dagli enti pubblici preposti e destinati per i primi anni esclusivamente verso le imprese del settore.

Come superare la Bossi-Fini?

I fatti di Crotone hanno riportato al centro del dibattito politico il tema migratorio.

Non è molto edificante trattare questi temi solo quando si verificano tragedie, soprattutto perché razionalità ed efficacia finiscono con essere sostituite da emozione e urgenza, dividendosi tra xenofobi e xenofili.

Un conto è quello di pianificare l’accoglienza di migranti, agendo per quanto sia possibile dai paesi di partenza e gestendo la permanenza sul territorio nazionale, un altro è non confondere l’ormai conclamata necessità di manodopera presente in alcuni settori economici e sociali come l’agricoltura e lavoro di cura della persona.

Tutte le iniziative adottare (2012 e 2020) si limitavano a fornire la possibilità di regolarizzare il rapporto di lavoro in essere, senza individuare politiche formative specifiche che permettessero di valorizzare nel tempo la professionalità acquisita.

A turni alterni, tutti i Ministri che hanno a che fare con  l’agricoltura, pongono il tema di ampliare i flussi migratori extracomunitari per le urgenze stagionali, parimenti mancano lavoratori domestici da dedicare alla cura della casa e della persona.

La legge Bossi-Fini che regola questi flussi è sostanzialmente una norma che limita le entrate. Tutte le forze politiche oramai la considerano obsoleta ma rimangono nell’alveo di un ragionamento che prevede nuovi flussi migratori che andrebbero ad aggiungersi ai 600.000 irregolari oggi presenti nel paese.

Non sarebbe più saggio fornire la possibilità di un permesso straordinario di lavoro di durata annuale col quale poter uscire dal lavoro nero, magari frequentando, come requisito di rinnovo, percorsi formativi professionali?

Bruno Perin

LA PRIMAVERA di Poggibonsi aderisce a Professione in Famiglia

Avvisiamo tutte le famiglie della provincia di Siena che la cooperativa sociale  LA PRIMAVERA, specializzata nella fornitura  di servizi di assistenza domiciliare per la cura della persona, ha aderito a Professione in Famiglia.

In tale azienda potrete chiedere le prestazioni di assistenza socio sanitaria, compreso l’operatore d’aiuto

L’azienda opera con il marchio Progetto Assistenza

Indirizzo: Piazza Industria, 3 Poggibonsi (SI) tel. 346 1197154

PROFESSIONE ASSISTENZA E CURA di Parma aderisce a Professione in Famiglia

Avvisiamo tutte le famiglie della provincia di Parma che la cooperativa sociale  PROFESSIONE ASSISTENZA E CURA , specializzata nella fornitura  di servizi di assistenza domiciliare per la cura della persona, ha aderito a Professione in Famiglia. In tale azienda potrete chiedere le prestazioni di assistenza socio sanitaria, compreso l’operatore d’aiuto

Indirizzo: Via Ognibene, 2 Parma

tel. 342 8026571